QUANDO IN SCENA CI VANNO I RAGAZZI, INCONTRO CON ELPIDIO IORIO DIRETTORE DELLA RASSEGNA DI TEATRO SCUOLA PULCINELLAMENTE

Incontro con Elpidio Iorio, Direttore Generale di PulciNellaMente

La Rassegna PulciNellaMente, ritenuta tra i più importanti e prestigiosi appuntamenti di Teatro Scuola in Italia, si svolge a Sant’Arpino tra la fine di aprile e gli inizi di maggio. È una sorta di “Giffoni del Teatro Scuola” che coinvolge artisti di fama nazionale e internazionale e scuole di ogni ordine e grado provenienti da diverse località italiane. Il progetto rappresenta, oltre che una manifestazione consolidata di arte, teatro, cinematografia, aggregazione, anche un evento di grande impegno etico e civile: esso, infatti, oltre a momenti più squisitamente culturali, ludici ed espressivi, si è proposto, sin dalla prima edizione nel 1998, di sensibilizzare alle problematiche del disagio sociale, della devianza ed alle tematiche della convivenza democratica, della legalità, dell’ambiente, della pace

Il grande pedagogo francese Jacques Copeau suggeriva ai suoi attori di osservare il gioco dei bambini per carpire l’essenza della recitazione.  Infanzia e teatro sono fortemente connessi, e quale luogo migliore per dar vita ad una manifestazione che riguardi i bambini e i ragazzi che non il territorio dove anche il teatro è stato bambino? Sant’Arpino è un comune che sorge nel territorio dove era ubicata l’antica Atella, luogo d’origine di una delle forme più antiche di Teatro in Maschera, la Fabula Atellana, appunto, che con i suoi tipi fissi ha dato vita a quel teatro farsesco che ancora sopravvive inconsapevole nel meraviglioso gesticolare dei campani, nella loro forte vocazione alla comunicazione e nella teatralità innata che li contraddistingue.

Da una delle maschere atellane, Maccus, si è ipotizzato derivasse la maschera di Pulcinella. Di qui il titolo della Rassegna PulciNellaMente, che nasce nel 1998 ed oggi è considerata a pieno titolo tra le più prestigiose manifestazioni di Teatro Scuola in Italia.

Incontriamo uno dei suoi fondatori, nonché Direttore Generale della rassegna, l’appassionato Elpidio Iorio, che ci racconta la genesi di questa kermesse che resta tra gli appuntamenti più attesi tra quanti praticano il teatro nelle scuole di tutta Italia.

La prima domanda che gli pongo è come e perché nasce la rassegna:

“La rassegna nasce nel 1998, agganciandosi a piccole esperienze pregresse sul territorio. Il primo intento, naturalmente, è quello di valorizzare un territorio di grande tradizione culturale, storica e artistica.  All’epoca io ero un amministratore comunale, e grazie all’incontro con Carmela Barbato e Antonio Iavazzo, che rappresentavano esperienze, competenza e  sensibilità diverse, ovvero il mondo della scuola, del teatro educativo e della formazione teatrale, iniziammo a riflettere insieme su un progetto comune che avesse ricadute sul territorio, sulla cittadinanza, sui giovani. Le nostre idee, pur partendo da angolazioni diverse, s’intersecavano sintetizzandosi in una visione d’insieme di cui la rassegna sarà forte espressione. Il mio obiettivo primario come amministratore locale era, come detto, la promozione del territorio, un territorio di confine tra due provincie “difficili”, Napoli e Caserta o meglio, la periferia di queste provincie; a questo, si è aggiunta l’esigenza di chi veniva dal mondo della scuola ed aveva scelto il teatro come strumento educativo. Piuttosto che una Rassegna di Spettacoli o un Festival, decidemmo di investire sui giovani realizzando così un Festival di Teatro Educativo, complice anche l’incontro con Silvano Sbarbati, Direttore del Festival di Serra San Quirico. Dal nostro incontro nacque l’idea di dar vita al nostro Festival. Giocando sul nome di Maccus, probabile progenitore di Pulcinella, venne fuori questo nome di PulciNellaMente, che suggerisce diverse accezioni.

Che risposta avete avuto nelle prime edizioni?

Le prime edizioni sono state di connotazione molto territoriale, e non è stato per niente facile sconfiggere lo scetticismo del territorio, del mondo della Scuola, delle Istituzioni.

Pian piano però, una sere di incontri, tra i quali fra tutti quello con  il Professor Franco Carmelo Greco (Compianto storico del teatro e studioso di fama internazionale, animatore culturale, docente di Letteratura teatrale e di Storia del teatro moderno e contemporaneo presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” n.d.r.), e il mondo degli operatori teatrali, ci hanno confortato, sostenuto ed esortato ad andare avanti.

C’è un anno che possiamo definire l’anno della svolta?

Si, c’è un anno preciso, il 2002, perché in quell’anno avvenne l’incontro con Dario Fo. Gli avevo inviato un po’ di materiale per raccontargli la nostra esperienza, ed in prima battuta da parte sua non vi fu molta attenzione. Poi, nel mese di agosto, inaspettatamente, mi chiamò e mi disse: “Vi vengo a trovare!” In pochi giorni organizzammo una grossa iniziativa pubblica, e naturalmente vi fu una attenzione mediatica notevole, anche da parte delle istituzioni, nonostante fosse la fine di agosto. Da allora è partito un percorso di amicizia e sostegno che in qualche modo ci ha “accreditato” nel mondo della scuola e presso il Gotha delle istituzioni, dando visibilità ad un progetto che guardava lontano, ma che non sempre riusciva a condividere con altri interlocutori le proprie visioni.

Oltre a Dario Fo molti altri personaggi vi hanno affiancato in questo ventennio di attività.

Sì.  Tra i tanti ricordo Lele Luzzati, Giancarlo Giannini, Gigi Proietti, Roberto De Simone, Moni Ovadia, Michele Placido, Maurizio Scaparro, Massimo Ranieri, Leo Gullotta, Mariano Rigillo, Toni Servillo, Luigi De Filippo, Eugenio Barba. Presenze significative che hanno dato possibilità ai ragazzi di rapportarsi con personaggi che hanno portato loro esperienze, chiedere con l’innocenza che caratterizza i bambini domande riguardanti la possibilità di svolgere questo mestiere, piuttosto che semplici curiosità da soddisfare, ma creando la meravigliosa opportunità di avere un confronto con dei personaggi di spessore artistico e umano che hanno senz’altro arricchito la loro formazione e il loro  bagaglio di esperienze.

Certo, anche perché i protagonisti del vostro progetto sono stati sempre i bambini

Si. Anche se al di là d’offrire loro questa bella opportunità, questi nomi hanno apportato tre grandi valori: rafforzare un sogno, dare visibilità al progetto e non ultimo dargli credibilità. Un nome, due potevano venire per caso, ma poi…

Al di là del mondo dello spettacolo, anche il mondo istituzionale ci ha prestato attenzione:

Ricordo che Gianni Letta, all’epoca Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ci convocò al tavolo del Ministro dell’Istruzione, portando la nostra esperienza quando fu istituita anche in Italia la Giornata Mondiale del Teatro del 27 marzo. Purtroppo quel tavolo non ebbe vita lunga, ma fu un’esperienza significativa.

Parliamo un po’ di numeri, quante scuole avete coinvolto durante questo percorso?

L’ultima edizione, la XXI, si è tenuta nel 2019; in termini di numeri in questo ventennio abbiamo ospitato 800/ 900 scuole, in rappresentanza di altrettanti territori italiani, dal Nord all’estremo Sud e Isole, con tutto ciò che di positivo ne consegue in termini di confronti. Esiste un Tavolo Nazionale che mette in rete queste esperienze di Teatro Educativo in Italia, al quale anche noi ci riferiamo.

Quante esperienze simili alla vostra si contano in questa rete?

Circa 10-12. Di cui tre o quattro di estensione nazionale. Le altre invece hanno connotazioni più “localizzate”: belle realtà che portano comunque un contributo importante a questo movimento in Italia che cerca di affermare il Teatro Educativo come esperienza pedagogica, e di crescita culturale.

In quanti giorni si sviluppa la manifestazione?

Negli ultimi tempi la durata della rassegna, che si svolge tra fine aprile e inizio maggio, si era assestata su di una decina di giorni, in cui, oltre alla messa in scena di circa 50 spettacoli realizzati da scolaresche provenienti da tutta Italia, si svolgevano incontri, laboratori, stage ed eventi.

Cos’è PulciNellaMenteWinter?

Una sorta di edizione invernale della manifestazione, un’esperienza un po’ diversa dal nostro canone, nata grazie al fattivo sostegno dei comuni atellani oltre a quello di Sant’Arpino. Essa prevede eventi, incontri, mostre e seminari, tra cui dell’ultima edizione mi piace ricordare la mostra dell’artista internazionale Lello Esposito, “Da Maccus a Pulcinella. La metamorfosi di una maschera” e poi ancora l’incontro con Jacopo Fo, Alessandro Preziosi… tutti eventi sempre tesi alla valorizzazione della terra che è stata culla della maschera e del teatro italico.

Un’altra bella realtà è che pur non avendo grandi risorse mettendo in rete le risorse del territorio, riesce a produrre cose interessanti.

Sogni nel cassetto?

Il nostro sogno è quello di realizzare qualcosa di più strutturato, una sorta di piccola “Cittadella dell’Arte e dello Spettacolo” che consenta non solo di valorizzare il territorio per recuperare le tradizioni, ma di poter insistere per tutto l’anno sul Teatro Educativo, in particolare sulla ricerca e sperimentazione nazionale e internazionale, per diventare così un vero e proprio punto di riferimento per il settore.

Se vale la regola dei corsi e ricorsi storici, dopo questo periodo difficile potremmo aspettarci un nuovo “rinascimento”, no?

Io sono un fatalista, mi affido al caso;  quest’esperienza durissima che stiamo vivendo, riletta in futuro potrebbe lasciarci anche qualcosa di buono.

Magari ci sarà una esigenza più forte di esperienze come questa, una maggiore sensibilità.

Per due anni la rassegna è stata ferma per la pandemia, ma so che lo scorso anno avete comunque fatto una breve manifestazione.

Certo. Ti racconto cosa e soprattutto perché.  Il 5 maggio 2019 l’incontro conclusivo della nostra XXI edizione ebbe come ospite un artista davvero straordinario: il Maestro Ezio Bosso. La sua fu una conferenza toccante e molto significativa, che concluse con la promessa di ritornare nel 2020. Progettavamo esperienze da fare insieme.  Nel. Febbraio 2020 giunse la pandemia, ma noi, ancora incoscienti di quello a cui andavamo incontro, continuavamo a sentirci ed a immaginare progetti da realizzare insieme.  Poi, nel mese di maggio, inaspettata, la brutta notizia della sua morte.

Nel mese di giugno, ad un mese dalla sua scomparsa, organizzammo un suo ricordo e nel 2021, nell’anniversario della morte, abbiamo realizzato una serie di eventi per ricordarlo, unitamente al Comune di Sant’Arpino che come evento conclusivo inaugurò nella nostra città una piazzetta intitolata a Ezio Bosso.

Cosa avete in programma per questo 2022?

Questo nuovo anno si è aperto con molte preoccupazioni, e non ci consentirà di organizzare la rassegna nella sua interezza, tuttavia stiamo lavorando su una edizione che sia di testimonianza, di presenza, pur se breve, che coinvolgerà in qualche modo gli allievi delle scuole, ma non così totale, purtroppo i tempi non lo consentono.

È accaduto che qualcuno tra i piccoli partecipanti alla rassegna abbia poi fatto del teatro il suo mestiere?

Sì, qualcuno ha abbracciato questo mestiere, ho scoperto di recente che il comico Francesco Cicchella e anche Marco D’Amore da allievi hanno calcato il nostro palcoscenico E tra i formatori teatrali c’è stato un giovane Edoardo de Angelis che muoveva i suoi primi passi nel mondo del teatro e del cinema.

Altri, invece, collaborano nello staff di PulciNellaMente.

La sfida più grossa è che altri portino avanti questa grossa iniziativa. Una delle mie preoccupazioni più grosse è che non ci possa essere ricambio e di conseguenza si possa fermare questa carovana. Per questo lavoriamo molto sui giovani. Vogliamo affidargli sempre maggiori responsabilità sia per aiutarli a crescere e sia per assicurare un futuro a PulciNellaMente.

Ed è con questo auspicio di ri-generazione, che riguarda non solo la continuità di un evento così significativo, ma si estende a tutto il settore dello spettacolo che stoicamente resiste, chiudiamo la nostra bella chiacchierata, augurando lunga vita a PulciNellaMente.

 intervista a cura di Roberta Sandias