Intervista particolare a Baldassarre, Gaspare e Melchiorre che andarono a trovare il bambino.
Per non parlare del cammello!
Facciamo finta che i Re magi stiano per andare a uno spettacolo teatrale.
Si tratta di uno spettacolo per bambini?
Per forza c’è il bambino Gesù!
Ma in questa finzione fantastica chi è che fa lo spettacolo? Chi è che sta sul palcoscenico? Sono i Re magi o Gesù bambino?
È quello che a volte accade nel teatro ragazzi: non si sa se il vero spettacolo sia sul palcoscenico o in platea. Quella barriera, quella quarta parete inesistente e immaginaria che divide il pubblico dagli attori a volte svanisce e le emozioni vanno avanti e indietro come foglie che svolazzano nell’aria trascinate dal vento.
Oggi la nostra intervista sarà con alcuni dei protagonisti del presepe. Ma chiedo a voi cari lettori di pensare al presepe come a una metafora del teatro ed in particolare del teatro per i bambini.

Perchè vi siete messi in cammino per andare a vedere il bambino?
BALDASSARRE – E’ stato un segno del cielo, un nuovo astro è comparso e nella mia testa e nel mio cuore ho sentito una voce che mi diceva “ Baldassarre devi metterti in viaggio.” Così è iniziato il mio cammino alla ricerca di qualcosa.
GASPARE – Si un segno del cielo ma anche del cuore. Avevo sentito parlare di questa profezia: “Arriverà il re dei re.” Noi dovevamo andare a vederlo. Io ero curioso. Ero convinto che sarebbe stato qualcosa di speciale e non potevo perdere quello che stava per accadere.
MELCHIORRE – Il viaggio sarebbe stato sicuramente faticoso, specialmente per uno della mia età, ma non bisogna chiudere i nostri cuori alle passioni e alle speranze. Bisogna sempre aggiungere vita alla vita per continuare a vivere. Ogni cambiamento è fonte di nuovi entusiasmi. Non c’è niente di più bello che camminare verso una sorgente. Ho pensato che se l’annunciato fosse veramente diventato il re dei re allora tutto sarebbe stato ancora possibile. Il futuro sarebbe stato tutto da inventare e dovevo vedere con i miei occhi questa nuova possibilità.
IL CAMMELLO – Miùuuuu… Miùuuuu… (Biascicando) E la gobba? La gobba è fondamentale. Anzi le gobbe, perchè noi cammelli di gobbe ne abbiamo due! Non dimentichiamocelo. Miùuuuu… (Biascicando)

Che cosa pensavate di trovare?
BALDASSARRE – E’ stato un se. Se trovassimo… è stata una speranza, un sogno. Tutto comincia sempre così: per caso. È così che succede.
GASPARE – Non c’era qualcosa da trovare. Era un po’ come sentire il vento. Non sai mai dove ti porterà e che cosa ci sarà all’arrivo. Però l’idea di andare verso il bambino, inginocchiarsi davanti a lui, seguire la luce della stella cometa e poi lasciargli un dono era affascinante.
IL CAMMELLO – Miùuuuu… Miùuuuu… (Biascicando) Non dimentichiamoci la gobba. La gobba è come la collina, devi andare aldilà per vedere che cosa c’è oltre. Se poi le gobbe sono due… Miùuuuu… (Biascicando)
MELCHIORRE – Dovevamo però decidere che cosa portare. Già, che cosa porti al re dei re? Non puoi dire che basta il pensiero.
IL CAMMELLO – Miùuuuu… Miùuuuu… (Biascicando) Io porto le gobbe. Mi sembrano sufficienti. D’altronde da un cammello non potete pretendere troppo. Miùuuuu… (Biascicando)
MELCHIORRE – Io ho pensato di portare l’oro. Visto che si sarebbe trattato di un re l’oro avrebbe dato risalto alla sua importanza e lo scintillio avrebbe fatto brillare il suo regno.
GASPARE – Ho scelto l’incenso come dono. Perchè questo re sarebbe stato il messia e avrebbe dovuto avere un profumo adeguato a una divinità! Si sarebbe dovuto sentire l’odore di qualcosa di speciale, celestiale.
BALDASSARRE – Invece il mio dono sarà la mirra! Questo è stato il mio pensiero perchè per quanto sia divino questo nuovo re è umano pertanto dovrà morire. Con la mirra potremo cospargere il suo corpo quando la morte lo pretenderà e ce lo farà rimpiangere. La mirra lo aiuterà inoltre ad alleviare i dolori di tutti noi perchè è per questo che è venuto sulla terra.
MELCHIORRE – Questi regali che noi portiamo non sono solo per il bambino ma per la speranza e il destino che il bambino porta in sè.
IL CAMMELLO – Miùuuuu… Miùuuuu… (Biascicando) E fra una gobba e l’altra si sta come in una culla. Cullati. Miùuuuu… (Biascicando)
GASPARE – (Ridacchiando) Ah io ho immaginato anche di incontrare il bambino Gesù nel suo splendore tutta ciccia e tutto odore: un vero spettacolo di commozione. (Ride ancora)

Vi siete mai scoraggiati, spaventati, smarriti durante il cammino?
BALDASSARRE – Tante volte ma abbiamo sempre affrontato ogni guaio, tempesta o dubbio tutti insieme e con il sorriso. Inoltre non potevamo dubitare perchè un angelo ci aveva detto in sogno di seguire la stella cometa!
GASPARE – E’ stato tutto un insieme di speranza, illusione e gioia. Se qualcuno si smarriva l’altro era pronto a sostenerlo nel cammino, sempre seguendo la stella.
IL CAMMELLO – Miùuuuu… Miùuuuu… (Biascicando) Un cammello non si smarrisce mai! Ho in me una sorta di navigatore biologico. Inutile dire che è incorporato nella gobba. Miùuuuu… (Biascicando)
MELCHIORRE – Un po’ di esperienza, un po’ di sapienza, un po’ di buon senso e tutto si aggiusta.
IL CAMMELLO – Miùuuuu… Miùuuuu… (Biascicando) Le gobbe comunque portano fortuna e un po’ di c*** aiuta. Miùuuuu… (Biascicando)
BALDASSARRE – Certo a volte qualche dubbio è arrivato e anche la voglia di mollare tutto e tornare indietro però poi…

Che cosa avete trovato alla fine?
GASPARE – La meraviglia del presepe dove tutto è finto ma niente è falso. È una finzione in cui credi perchè ci sono le cose reali: i pastori, le pecore, il fornaio, la lavandaia, i soldati, gli animali, il bue, l’asinello e il fiume. Gli angeli sembravano un po’ eccessivi con tutte quelle ali piumate e quelle bocche spalancate da dove escono voci celestiali facevano un po’ troppo concertone ma l’insieme era credibile.
BALDASSARRE – Poi c’è stato il sorriso del bambino che ti guardava con l’idea che stesse aspettando proprio te. Se ne stava là in quella mangiatoia, con il fieno. Il posto faceva schifo: era il luogo più povero e misero di tutto il presepe. Intorno c’erano belle case, castelli, mulini e tanti altri bei posti ma quella stalla irradiata da quel sorriso di bambino era speciale. Una luce piena di speranza che illumina la notte. Insomma quella povertà era la cosa più bella fra le meraviglie del presepe. Comunque anche il colore della paglia, del fieno e le bocche spalancate degli angeli che cantavano il gloria facevano un effettone.
GASPARE – E’ stato tutto un insieme di speranza, illusione e gioia. Se qualcuno si smarriva l’altro era pronto a sostenerlo, sempre seguendo la stella.
IL CAMMELLO – Miùuuuu… Miùuuuu… (Biascicando) Miùuuuu… (Biascicando)
BALDASSARRE – Noi avevamo portato i nostri doni ma il vero dono ce lo ha dato il bambino con il suo sorriso e i suoi occhi sorpresi!
MELCHIORRE – Illusione, speranza e gioia. Come a teatro. Il canto degli angeli che chiamano i pastori e quelli che arrivano tutti insieme, a frotte. Tutto esaurito. Un successone. Però zitti! Che non lo venga a sapere Erode che quello schiatta d’invidia e se si arrabbia fa un macello. A lui quelli che credono alla gioia e alla speranza gli mandano la luna di traverso!
Comunque la cosa più vera è stata andare verso il bambino e inginocchiarsi davanti a lui per poterlo vedere negli occhi e parlargli all’orecchio.
BALDASSARRE – Vedere la luce del suo sorriso che non viene da fuori ma da dentro.
IL CAMMELLO – Miùuuuu… Miùuuuu… (Biascicando) Anche quello scambiarsi quattro versi con il bue e l’asinello è stato un bel momento. Ia ia ia, Muuuu Muuuu, Miùuuuu… (Biascicando)
BALDASSARRE – E la stella cometa che si è appoggiata proprio sopra la stalla… era veramente uno spettacolo. Sono rimasti tutti incantati.
IL SOGNO DEI RE MAGI
1120-1130 – Gislebertus scultore francese – Capitello del coro – Cattedrale di San Lazzaro – Autun – Francia.
Epifania: I tre Magi dormono insieme su un unico letto e sotto una sola coperta. Sono stanchi del viaggio. Arriva l’Angelo e tocca con la mano destra le dita di Baldassarre che si sveglia, apre gli occhi e vede l’Angelo che indica la stella. Gli altri due magi hanno gli occhi chiusi, dormono ancora.
Insomma io la storia dei RE MAGI la vedo proprio come un gruppo di attori disgraziati che vanno in tournèe nei posti più improbabile del mondo. I tre per vedere e portare la meraviglia a tutti dormono in posti malfamati, dividono una coperta in tre e hanno un angelo che indica loro la stella cometa. È il teatro ragazzi che arriva ovunque: nei circoli, nei teatri grossi e piccini, nelle piazze e nelle viuzze, nelle aie e nelle palestre. Un presepe a sorpresa dove gli attori-magi vengono stupefatti dal loro stesso pubblico che forse nasconde un bambino Gesù. Vorrebbero meravigliare e invece sono loro a meravigliarsi per quel sorriso illuminato che annuncia un futuro impossibile e concreto.
È tutto finto ma talmente finto che lo puoi toccare. Arriva il giorno, poi la notte, poi la neve e tutto ricomincia perchè è infinito.
I re magi sono li con i loro lazzi e i loro costumi, con il cammello comico che ti strappa una risata e sono giovani, adulti e vecchi ma hanno sempre un sorriso bambino.
Eccolo qua il presepe dei Magi Saltimbanchi, gli angeli cantanti, il tecnico delle luci che accende la stella cometa, il cammello al posto del furgone e tutto serve a mettere in scena il sogno, la speranza, l’illusione.
Il teatro ragazzi nasce e cresce sotto una buona stella e può essere ovunque, anche in una stalla!
di LIVIO VALENTI


