PREMIO OTELLO SARZI, LE RECENSIONI DEGLI SPETTACOLI

Visto per voi da Marco Renzi

19656950_1357376411048893_8904966582253892096_nQuella che si è da poco conclusa ad Osimo è stata senza dubbio una delle migliori edizioni del “Premio Otello Sarzi”, si sono visti spettacoli davvero interessanti e tanti promettenti studi che hanno messo a dura prova le capacità critiche della Giuria, nel senso che è stato difficile arrivare alla sintesi di una compagnia vincitrice.

Per ragioni familiari sono stato impossibilitato a seguire gli studi del mattino, parlerò quindi degli spettacoli, seguendo l’ordine con cui il programma li ha presentati.

La Vetrina si è aperta nello splendido “spazio burattini” nel Cortile del Palazzo Comunale di Osimo, un luogo direi perfetto per ospitare questo genere di spettacolo, la prima compagnia è stata “Teatrino Pellidò” di Ancona che ci ha divertito con la sua “SERAFINA LA FURBA”, un lavoro ben fatto, con burattini di ottima fattezza e alto pregio scultoreo, con un solo animatore che ha saputo tenere la scena e l’attenzione del pubblico presente, differenziando bene le voci e dimostrando conoscenza dei ritmi che regolano lo spettacolo in baracca.

Subito dopo, nel Cortile di Palazzo Campana, funestato dal vento, abbiamo visto il “PINOCCHIO” della compagnia “In Scena Veritas” di Pavia, spettacolo controverso, partito con una buona intenzione di base, quella di raccontare una nuova versione della celeberrima storia di Collodi, trasportando il tutto in un tempo altamente tecnologico, dove il burattino non si genera dal ceppo ma dal metallo, strada facendo però la buona intenzione si è persa e le vicende si sono appiattire su quelle che già tutti conosciamo, perdendo di interesse ed attrattiva.

In prima serata, al Teatro Comunale “La Nuova Fenice” abbiamo apprezzato “PIEDI PER TERRA, TESTA PER ARIA” della compagnia “Teatro delle Formiche” di Alessandria, una delle due menzioni speciali della giuria. Lavoro molto suggestivo, con un impianto scenico semplice e di grande impatto visivo, dove un attrice si muove dialogando con un uccello e una talpa, coadiuvata da suoni e musiche originali di grande efficacia. Spettacolo che ha il grande pregio di sapersi rivolgere anche alle fasce dei più piccoli.

In chiusura di serata abbiamo visto “LA SIRENETTA” della Compagnia “Tomassini-Laviano”, o meglio rivisto, perchè il lavoro, nuovissimo, ha debuttato lo scorso mese di Giugno nell’ambito della vetrina “Palla al Centro” a Montegranaro. Riconfermo quanto scritto allora, il racconto è sicuramente suggestivo, supportato dalle musiche in scena di un bravo Alfredo Laviano, ma a parer mio troppo chiuso in una dimensione che non concede nulla all’immagine.

La giornata di Sabato 15 si è aperta con un lavoro davvero bello ed unico nel suo genere, “Ura Teatro” di Lecce ci ha fatto conoscere Fabrizio Pugliese, attore d’esperienza, che ha lavorato molti anni con “Cantieri Teatrali Koreja” e che ci ha regalato una “BERTUCCIA ALL’INFERNO” che ha messo d’accordo tutti, grandi e piccoli, giurati e non, una festa dell’attore, capace di evocare ogni cosa, di scherzare, di giocare, divertire e raccontare. Quando queste magie accadono le si ritrova sui volti sorridenti della gente al termine dello spettacolo.

A seguire “LE MATITINE DI FRULLA” del “Teatro Scalzo” di Genova, lavoro che a nostro modesto parere necessiterebbe di una maggiore attenzione nella scrittura e soprattutto di una regia esterna, il tema dei rifiuti e della raccolta differenziata viene trattato con un registro diretto che spesso diventa sermone e che quando è ripetuto troppe volte infastidisce, apprezzabili i costumi di gommapiuma.

In prima serata la compagnia “Joujoux Folies”, anch’essa di Genova, ci ha mostrato un ottimo “BIANCA + 237”, spettacolo che la “Giuria dei Ragazzi” ha decretato essere stato il più gradito, riconoscimento questo importantissimo. Lavoro molto poetico e ben interpretato dai due personaggi, tra cui un trascinante soldato. Dopo un inizio forse troppo lento, lo spettacolo è cresciuto molto nel finale, grazie anche ad un bel gioco con la corda che ha strappato applausi e meraviglia.

In chiusura la Compagnia “Meccaniche Semplici” di Pesaro, ha in un sol colpo messo d’accordo tutti i membri della Giuria tecnica, mostrando una versione di “Alice” sorprendente e inaspettata. “ALICE NELLA SCATOLA DELLE MERAVIGLIE” è uno spettacolo meritevolissimo di aver vinto il “Premio Otello Sarzi 2017”, con due attrici brave e credibili, una scenografia davvero unica, quasi gommosa, ottime musiche di scena e un’attenta regia che ha impresso allo spettacolo un ritmo elevatissimo dal principio alla fine. Il mondo di Carroll rivive in questo lavoro come non mai, tra pareti che si deformano, porte che si aprono, dimensioni oniriche, tra l’enorme e il piccolissimo. Eccellente prova di questa compagnia fino a ieri sconosciuta.

Domenica 16 Luglio, ultimo giorno del Premio, alle ore 17, abbiamo apprezzato la maestria di Sandra Pagliarini della “Compagnia Nasinsù” di Bologna, che ha dimostrato di saper tenere ben strette in mano le redini che regolano lo spettacolo in baracca. “CREPI L’AVARIZIA” è un lavoro onestissimo, iscritto in un elegante e ben fatta baracca, con burattini di pregio, capacità di cambiare voci ai vari personaggi, imprimere ritmo, con momenti di grande divertimento e con le immancabili “mazzate”.

Subito dopo, nel Cortile di Palazzo Campana, ancora funestato dal vento che non ci ha mai lasciato nei tre giorni del Premio, abbiamo visto “CATA-FIABE” della Compagnia “A Tutto Tondo” di Ravenna. Considerate le attenuanti del vento che ha davvero messo a dura prova tutti, attori e pubblico, diciamo che lo spettacolo zoppica in più parti. Interessanti e ben riusciti

i momenti in cui il protagonista imbraccia un basso elettrico e da vita alle musiche di scena con la tecnica dell’incisione sovrapposta (loop station), da rivedere la drammaturgia e soprattutto la regia, le tre novelle di Thurber non riescono ad uscire dal palco e la quarta parete, benchè più volte infranta, resta solidissima al suo posto. Il tutto, lo ripeto, con l’attenuante del vento davvero fastidioso.

Ultimo appuntamento è stato quello con la compagnia calabrese “Kroma” di Crotone, al suo debutto ufficiale nel teatro ragazzi italiano con lo spettacolo “IL PRINCIPE FELICE”. Un allestimento monumentale per il nostro settore oramai costretto al minimalismo, giocato su più piani di racconto: una Piazza con il monumento del Principe, dove agisce prevalentemente la rondinella, uno schermo, grande come tutto il fondale, dove si proiettano splendide immagini in tre D che ci conducono attraverso la città e le stagioni, un retro schermo dove siamo all’interno delle diverse abitazioni con i loro personaggi. Due gli attori in scena che recitano e cantano bene, ottime le luci e le ambientazioni, purtuttavia l’insieme appare fin troppo buonista, una cartolina d’auguri patinata, intoccabile, alla fine poco credibile. Resta l’importante tentativo di questa giovane compagnia, il segno di una forte personalità che la spinge e che certamente saprà andare avanti, questo il nostro grande augurio.

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