PREMIO OTELLO SARZI, LE RECENSIONI DE “LA SCENA DEI PICCOLI”

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Si è concluso il Premio Nazionale Otello Sarzi- Nuove figure del Teatro Ragazzi Italiano ad Osimo, organizzato da La Scena dei Piccoli con Marameo Festival internazionale Teatro Ragazzi.

Ci aggiungiamo, quali componenti della giuria, alle numerose  belle recensioni già pubblicate.

Il 14 luglio siamo allo spazio burattini  nel cortile del Comune. Il lavoro di Vincenzo di Maio si è arricchito  ora di figure di bella fattura, il nostro conterraneo burattinaio si cimenta con sapiente movimento  con  Serafina la Furba  (una versione liberamente rimaneggiata da di Maio della novella Caterina la Saggia, raccolta anche  da Italo Calvino) con  maestria per il movimento e il ritmo, a nostro parere però con un tappeto troppo fitto di voci e suoni ed un eccesso di racconto e di parole dal ritmo serratissimo che rischia di rendere monotono e monocorde  il flusso narrativo. Al Cortile Campana il Pinocchio di in Scena Veritas di Pavia, una versione nuova del capolavoro di Collodi in cui  si supera il “C’era una volta … un re , direte voi, no, c’era una volta un pezzo di legno…” con un pezzo di alluminio, con un congegno robotico, un piccolo robot.  Belli e attraenti  i fondali dipinti ed i costumi, ma l’innovazione, che ha intenzioni poetiche di forte enfatizzazione del rapporto tra padre e bambino, non convince ancora del tutto nella timidezza nel rimaneggiare l’impianto intero della colossale storia. Resta ancora, però, da osservarlo in palcoscenico e in spazi più ampi. Al Teatro Comunale “La Nuova Fenice” abbiamo inaugurato lo spazio dedicato a spettacoli propriamente da palcoscenico, iniziando con  Piedi per terra, testa per aria  della compagnia  Teatro delle Formiche  di Alessandria, una delle due menzioni speciali della giuria.  Lo spettacolo si rivolge ai più piccoli, in età prescolare ,coglie quindi la nostra linea “Foyer di Piccolissimi”,  destinando però proprio al pubblico dei più piccini  una  scrittura scenica completa e complessa, con Scenografia di grande impatto, musiche originali, Coreografie. Un tenero gioco di terra, di pioggia, di piccoli animali. In chiusura di serata  La Sirenetta della Compagnia  Tomassini-Laviano ,  Una re-scrittura tesa e lucida della fiaba di Hans Christian Andersen, con un grande maestria dell’interprete autrice Alessandra Tomassini e fantastico intervento musicale  di percussioni dal vivo di Laviano. La versione, però  non offre mai indulgenza al sorriso ed al ludico, è spoglia di qualsiasi decorazione, in una scelta stilistica che ha fatto scrivere  ai nostri bambini che “mancavano le scene, ma erano belli i suoni fatti a mano(sic) “. Molto elegante, ma forse da ripensare ancora .

Sabato 15 luglio,  nello Spazio burattini Ura Teatro di Lecce con  Fabrizio Pugliese che con il suo burattino Bertuccia ci presenta Bertuccia all’Inferno. La sua arte di narrazione e la sua scrittura  hanno  rapito piccoli e grandi. Il testo rivisita viaggi mitici agli inferi ed anche i testi, di antica barocca memoria, di guarattelle napoletane dove Pulcinella se la vede con la Nera Signora. Qui Bertuccia, distratto da un tempo tiranno, si è fatto rapire sotto il naso il figlio  Bertuccino dalla signora Morte e lo va a riprendere.   ll gesto e il ritmo perfetti, di un burattinaio attore fuori dalla baracca, hanno fatto scrivere ai nostri piccoli giurati che “le scene erano belle”  decretando il loro secondo posto di gradimento. D’altra parte di Scene si parla e non di Scenografie, si parla di  evocazione  di grande  impatto di luoghi diversi e di tempi che riescono a ripetersi identici , come in delirio, nell’incontro pauroso con la nostra Paura. Bravissimo.

A seguire Le matitine di Frulla  del  Teatro Scalzo  di Genova,  con un lavoro curato di costumi di gommapiuma ed un tema importante come quello del riuso e della sensibilità all’ecologia, ma che purtroppo sceglie una declinazione didascalica , come molto teatro decide oggi di fare, rischiando di diventare didattica figurata.

Sul palcoscenico della Nuova Fenice  Joujoux Folies , anch’essa di Genova, ci ha proposto  Bianca +237, vincitore del premio  “Giuria dei Ragazzi”, molto poetico. Il tema è quello di giochi e di fantasie di due bambini solitari, in una soffitta rifugio dei sogni,  o forse di  piccole anime del soldatino di stagno e della ballerina di Andersen, Il tema è quello della soffitta inviolabile dei propri segreti ed anche dell’amicizia e dell’apertura all’altro, fino a fidarsi di volare insieme su una corda. Bello l’impiego dell’acrobazia in senso poetico e toccante il disegno infantile della differenza dei generi umani. Molto curate le immagini, la luce e le scelte Musicali. Manca ancora  invece una scrittura scenica convinta per la prima parte. Le due creature che si incontrano, il loro stupore, la paura, il conflitto, la trasformazione nel gioco… appaiono, nella prima parte,  occasioni mancate e trattate  ancora troppo timidamente. Anche i bambini della Giuria, affascinati però dall’ottimo risultato finale e dal crescendo di stupore e gioiosità, avevano scritto “All’inizio forse è un po’ lento”. i nostri bambini de La Scena dei Piccoli sanno gustare il Teatro!

Bravi JouJoux Folies:  un lavoro pregevole che crescerà in poesia.

Vogliamo citare per Alice nella scatola delle Meraviglie della Compagnia  Le Meccaniche Semplici di Pesaro   la recensione di Marco Renzi, che  cui appare  perfetta: “è uno spettacolo meritevolissimo di aver vinto il “Premio Otello Sarzi 2017”.

Una scenografia “machine”, semplicissima e geniale, risolve in maniera originale i luoghi onirici e impossibili del viaggio fantastico di Alice nel Paese delle Meraviglie di Carroll,  ottime le  musiche di scena che sottolineiamo.  Aggiungiamo  anche che abbiamo visto crescere il lavoro, mutato dalla formula iniziale con cui si era candidato  al Premio e che presentava tutte queste qualità apprezzabili  e la bravura di due attrici, perfettamente affiatate, ma con un eccesso, forse ,di aspetti stereotipi di Alice. Ebbene, la regia nuova ci spiazza  felicemente e propone  una visione moderna e  originalissima: Un cappellaio matto regista dei  sogni di Alice, aggiungendo una dinamica alla scrittura anche fisica e un flusso narrativo irresistibile, onirico e divertente assieme.   Meritatissimo unanime Premio.

Domenica 16 Luglio, ultimo giorno del Premio,   nello spazio Burattini

Sandra Pagliarini della Compagnia Nasinsù  di Bologna con Crepi l’avarizia , che ha dimostrato  grande maestria, tradizione e sicurezza in baracca, con anche un pizzico , delizioso, di femminile, tipico di una rappresentate del mondo delle burattinaie donne

Cata-Fiabe  della Compagnia  A TuttoTondo  di Ravenna ha anche sofferto un vento sferzante nel Cortile Campana, ma dimostrando una notevole capacità di tenere la scena con simpatia e   ha presentato musiche  dal vivo  interessanti. Novità originale le scelte di novelle di  Thurber, ma a nostro  avviso  il lavoro rivela una forte  inclinazione per il teatro di strada e per l’animazione del pubblico che l’ha fatto apparire   vagamente decontestualizzato.

Ultimo spettacolo:  la compagnia calabrese  Kroma  di Crotone, al suo debutto,  con lo spettacolo  musicale Il Principe Felice.  I mezzi tecnici notevoli,  belle le luci, un video-mapping di figure ritagliate che ci propone soggettive della rondinella in volo su Londra, una piazza con la statua dorata del principe ed una composizione  musicale originale, di vera e propria commedia musicale. Gli attori cantano bene, le coreografie, trascinate in una serie di repliche di scene  anche dalla storia di O. Wilde che ribadiva la ripetitività delle novelle, appaiono un poco monotone. Il finale  un poco “DISNEYANO”   ha effettivamente strappato applausi a scena aperta ai bambini, ma secondo noi invece  vi sono occasioni preziose di una sicurezza di sé che  la compagnia Kroma deve trovare, col suo promettente potenziale, nell’abbracciare soluzioni originali, dimenticando stereotipi che non rendono giustizia al coraggio dell’impresa.

A presto le nostre riflessioni sulla ricca  sezione studi, voluta espressamente da Scena dei Piccoli

 

La Scena dei Piccoli

Marianna de Leoni e Claudio Rovagna

 

 

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