PALLA AL CENTRO: LE RECENSIONI

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di Marzo Renzi

Nei giorni 19-20-21 Giugno, a Montegranaro (FM), si è tenuta la XII edizione di PALLA AL CENTRO vetrina delle produzioni teatro ragazzi e giovani del Centro Italia, promossa dalle compagnie delle Regioni Abruzzo (Florian-Metateatro), Marche (Proscenio Teatro, ATGTP) ed Umbria (Fontemaggiore) ed ospitata per la prima volta all’interno del festival internazionale dell’arte di strada“Veregra Street” diretto da Giuseppe Nuciari.

Diciamo subito che l’esperimento di questa nuova collocazione è riuscitissimo, la città di Montegranaro ha messo a disposizione ben cinque spazi, due teatri: l’Auditorium “Officina delle Arti” (140 posti) e il Comunale “Teatro La Perla” (450 posti), oltre l’anfiteatro all’aperto di Largo Conti con un panorama/sfondo davvero pregevole e i due spazi serali presso il Campo dei Tigli, Arena 1 e 2. La macchina organizzativa del festival ha consentito di garantire ad operatori e compagnie ospiti un’accoglienza precisa ed efficace e di questo dobbiamo rendere merito oltre che al Direttore di Veregra Street anche al suo braccio destro, Francesco Marilungo, che ha saputo gestire il difficile intreccio dei montaggio, dei tecnici e delle sistemazioni degli ospiti.

Il pubblico ha sempre fatto da festosa cornice agli spettacoli toccando nei serali punti da tutto esaurito, segno di una proposta che la città ha accolto con gradimento e di un’organizzazione che ha saputo rispondere anche sul piano della comunicazione.

Arrivando alla vetrina, cinque sono stati gli spettacoli che la “Giuria dei Ragazzi” ha voluto premiare in maniera particolare e sono: “Sogni in Scatola” di Nani Rossi, “Madame Barbablu” del Teatro dell’Illusione, “Computeretto” di 7\8 Chili, “Hansel e Gretel, la favola del saper mangiare” del Collettivo Bertolt Brecht e “Somari” del Laborincolo.

Non parlerò del “Brutto Brutto Anatroccolo” della mia compagnia “Proscenio Teatro” per evidenti motivi.

Cominciamo col dire che condivido pienamente le indicazioni della “Giuria dei Ragazzi” che ha voluto premiare spettacoli dove la dimensione ludica è stata messa al centro del progetto. “Sogni in Scatola” della compagnia “Nani Rossi” di Massa Carrara è stato certamente la sorpresa della vetrina, un lavoro dove le cose accadono e non vengono solo raccontate, con un bell’impianto scenico e un gioco tra personaggi davvero ben fatto, un lavoro che ha rapito l’attenzione sin dal primo istante senza più lasciarla mettendo daccordo pubblico ed operatori. “Madame Barblu” del Teatro dell’Illusione è stata un’altra piacevole sorpresa, la compagnia romana ha progettato uno spazio scenico davvero pregevole, con un fondale da pop-art di grande efficacia e funzionalità, bravi i due interpreti che hanno regalato momenti di poesia e di acrobatica molto apprezzati, qualche incertezza drammaturgica di troppo ha impedito a questo lavoro di volare ancora più in alto ma le premesse per andare avanti ci sono tutte. “Compuretto” della Compagnia “7\8 Chili” di Offida (AP) ha mostrato ancora una volta la grande vena creativa che anima questo gruppo marchigiano, regalando ai presenti uno studio di 20′ davvero pregevole e divertente che ha conquistato adulti e ragazzi, lasciando ovunque una grande voglia di vedere come questo primo embrione si trasformerà in spettacolo completo. “Hansel e Gretel, la favola del saper mangiare” del Collettivo Teatrale “Bertolt Brecht” di Formia (LT), ha messo in campo uno spettacolo molto efficace, dove accanto alla bravura dei tre interpreti, tra cui lo stesso regista Maurizio Stammati, si è potuto godere di una scenografia pregevole e suggestiva, di musiche e canzoni originali e di un racconto con un capo ed anche una coda, cosa che forse non dovrei dire essendo io stesso l’Autore del testo, ma che mi sento di scrivere senza vergogna. “Somari” del Laborincolo di Perugia ci ha messo di fronte ad una conferma, quella di un animatore come Marco Lucci che ha piena padronanza dei ritmi e del mestiere in baracca e quella di un Autore come Molnar che riesce sempre a trasportare le vicende su un piano surreale dove tutti irrimediabilmente sono condannati ad esserne affascinati.

“Gli Stivali del Gatto” co-prodotto da “Classemista Teatro” di Sulmona e “Teatro Stabile d’Abruzzo per la regia di Mario Fracassi, ha tentato un intreccio tra Favola, Figure e Maschere della Commedia dell’Arte davvero spericolato, con un risultato finale senza dubbio positivo ed interessante che ha registrato una bella risposta da parte del pubblico presente. Sempre brava Monica Morini del “Teatro dell’Orsa” di Reggio Emilia che seppur in una situazione non facile è riuscita a seminare poesia durante le sue “Storie a Colori”, accompagna dal vivo da Claudia Catellari alle tastiere, l’immagine della pecora sull’albero resterà a lungo nel nostro immaginario. “Due Monete per il Paese delle Meraviglie” della Compagnia Artò di Terni ci ha fatto conoscere una formazione che si è affacciata per la prima volta ad un vetrina, i quattro protagonisti hanno mostrato le loro buone capacità attoriali ma certamente di strada da fare ce n’è ancora molta, soprattutto dal punto di vista della drammaturgia e dell’esperienza registica, aspettiamo il secondo lavoro. ”Vorrei-Storia di un Pesciolino d’Oro” è la nuova produzione che ha debuttato alla vetrina di “Florian-Metateatro” di Pescara, uno spettacolo di forte impatto visivo con un impegno sulla scenografia e sulle luci molto forte, supportato da musiche originali che sento di poter definire come straordinarie. Nonostante questo il lavoro deve essere ancora ben registrato, troppe le lentezze, i tempi morti, le situazioni ripetute, come quella iniziale dove per i primi dieci minuti non accade praticamente nulla di significativo ai fini della storia che poi verrà raccontata. Prima nazionale e debutto come compagnia anche per “La Sirenetta” di Tomassini\Laviano, lei, Alessandra Tomassini, attrice di sicuro talento e lui, Alfredo Laviano, musicista molto conosciuto nell’ambito del mondo Jazz. Siamo di fronte ad una narrazione supportata da un tappeto sonoro continuo dove la favola di Handersen viene riproposta con assoluta fedeltà, il risultato è un lavoro molto denso che nulla lascia al ludico, con una virata decisa e senza tentennamenti verso il mondo dell’onirico e del malinconico, forse troppo, bisognerebbe ricordarsi che i piccoli trovano nel ludico e nel divertente, un prato dove amano correre. “Kuss” dell’Associazione Teatrale le Ombre di Pesaro mi ha sinceramente lasciato perplesso, molto perplesso, il gioco iniziale dei due clown è ripetitivo e non si lega al successivo, il pubblico sbanda e resta un grande punto interrogativo. “Nella pancia di Papà” di Ruotalibera di Roma ci mette di fronte a qualcosa di davvero misterioso, dopo un inizio molto promettente dove l’attrice, attraverso un grande libro cartonato, introduce la favola delle favole: “Cappuccetto Rosso”, si arriva ad una seconda parte dove i punti interrogativi fioriscono come margherite a primavera, al punto che il pubblico viene decimato. Ritmi lentissimi, parole, luci oniriche e altro che abbiamo presto dimenticato.

Sono stati infine presentati quattro spettacoli rivolti al mondo giovanile e degli adulti: “Fortuna” della Compagnia SMG di Foligno, uno spettacolo molto crudo che racconta le tristi vicende di violenze su minori in un quartiere di Napoli una decina di anni fa. Da una parte il narratore, fisso per tutto lo spettacolo, dall’altro un chitarrista, luci fioche, atmosfera tragica. Lo spettacolo è efficace ma assolutamente per adulti, certo può essere proposto a studenti delle Scuole Superiori ma l’impronta, la cifra è quella del teatro per gli adulti e ogni tentativo di farlo passare per altro non può essere accettato. Stesso dicasi per “Antigone-Metamorfosi di un Mito” di “Arti e Spettacolo” de L’Aquila, atmosfere e linguaggi per noi grandi, lavoro senza dubbio interessante, ma collocabile solo in quell’ambito. Discorso a parte merita “Storia di Ena” di ATGTP dove una credibilissima Lucia Palozzi ci conduce con garbo e decisione nelle mille storie dell’immigrazione dei nostri giorni, lavoro questo presentabilissimo ai ragazzi della Scuola Media 11-14 anni. Ho lasciato per ultimo “Riccardo III-Il Grande Meccanismo” di Fonteggiore di Perugia, perchè è uno spettacolo straordinario, denso, che affonda la lama nell’universo e nelle paludi del bardo, non una narrazione ma finalmente teatro, non che abbia nulla contro le narrazioni, ci mancherebbe, ma ogni tanto ho la vaga impressione che vengano scelte come via più breve, solo la vaga impressione. La lettura di Fontemaggiore è convincente, come pure gli attori e tutto il resto, un lavoro che nonostante le fatiche della vetrina, non lascia spazio alla stanchezza e che è in grado di rapirci e condurci altrove. Anche in questo lodevole caso restiamo comunque e decisamente nel campo del teatro per gli adulti.

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