PALLA AL CENTRO, LE RECENSIONI

di Renata Rebeschini

La vetrina che si svolge a Pescara, al di là degli spettacoli, è sempre un bellissimo luogo in cui incontrarsi per l’accoglienza davvero speciale che si trova nella Città dannunziana, grazie agli amici del Teatro Florian, sempre disponibile e sorridenti.

Una cosa che vorrei ribadire subito (dico ribadire perché già più volte avevo scritto di questo problema) che le giovani compagnie, alcune con delle possibilità di crescita, non si avvalgono di una regia indispensabile per avere un occhio esterno che misuri i tempi, i ritmi, le troppe ripetizioni ecc. Per alcuni spettacoli sarebbe bastato qualcuno a dare la giusta misura per farne un buon prodotto.

Ma andiamo subito ai commenti, in ordine… di apparizione.

 

FIABE SCACCIAMOSTRI – Compagnia Isola di Confine (Terni)

Proposta infantile e senza alcun momento artistico. Bisogna ritornare a scuola.

 

FIABE AL POMODORO – Bradamante Teatro (Pescara)

Storie di orche, giganti, maghi e flauti parlanti raccontate e musicate da Nino e Cuntamilla.

Buona la scelta delle favole da narrare, fiabe della tradizione popolare che Francesca Camilla D’Amico racconta e canta con le musiche dal vivo di Matteo Di Claudio. Fiabe poco note ma certamente piacevoli, da quella de La penna dell’uccello grifone a Petrosemolella e l’Orca, a Giovanni senza paura. Il tutto condito dal sugo di pomodoro cotto in diretta dai due protagonisti e poi offerto (una giusta bruschetta) agli spettatori. Fin qui tutto bene, ed ecco che torniamo alla premessa iniziale: mancanza di regia. I due protagonisti hanno sicuramente buone capacità, ma, appunto, manca qualcuno che dall’esterno possa lavorare sui ritmi (non parlo di lentezza o velocità). Francesca è brava ma a volte non lascia allo spettatore il tempo per gustare la battuta che subito parte con qualcos’altro che distrae e impedisce la completezza per poter apprezzare fino in fondo. Non ci vorrebbe molto, solo alcuni suggerimenti che, messi in pratica, farebbero alzare la qualità.

 

ELETTROCARDIOGRAMMA-ACROBAZIE EMOTIVE DI UN CUORE SENZA ETÀ – Florian Metateatro/Teatro dell’illusione-Aledeluca di Pescara e Roma

La storia di un anziano è la scusa affinché il protagonista si possa esibire in vari numeri acrobatici e di giocoleria. Egli, ormai malfermo, nel riguardare le foto della moglie che non c’è più e nell’ascolto di vecchie canzoni, rivive i ricordi della gioventù, quando, ancora pieno di forza e di passione, poteva esibirsi con vari numeri circensi. Spettacolo nel complesso gradevole, con qualche errore registico (tipo il pupazzo che rappresenta la moglie la quale, dopo un ballo con lui, viene appesa in un angolo in modo sgradevole tanto da sembrare un’impiccata, e altri).

 

 

L’UOMO DELLA SABBIA – Compagnia Art N/Veau di Perugia

Il racconto di Hoffman non è facile da mettere in scena, pur con una brava attrice come Giulia Zeetti che cerca di dare vita ai personaggi e a raccontare una storia piuttosto complessa da seguire. L’idea è buona, ma lo spettacolo, fin troppo raffinato, appare ancora incompleto; è necessario lavorarci ancora e confrontarsi con un occhio esterno. Bello l’uso della lanterna magica.

 

MADONNA – Compagnia Caterina Fiocchetti di Perugia

Qual è stata la vita delle donne umbre tra le due guerre? Rina Gatti, la scrittrice contadina, regala la sua storia al pubblico attraverso la voce, il corpo, le emozioni di Caterina Fiocchetti, un’attrice davvero… coi fiocchi! Ed ecco che ritroviamo i ricordi di una ragazzina che si fa donna, moglie, madre, che si scontra con la politica, con la religione e con l’ignoranza, ma che comunque ci porta un messaggio di speranza. La brava Caterina, accompagnata dal violoncello di Andrea Rellini, tiene avvinto il pubblico che segue con emozione ogni passaggio dello spettacolo.

 

 

UN BABBO A NATALE – ATGTP – Teatro Pirata di Jesi

Uno spettacolo natalizio non scontato e davvero piacevole. Roberto è disoccupato ma, anche se odia il Natale, accetta di fare il Babbo Natale ai grandi magazzini. Lì incontra una bambina (lo splendido pupazzo di Marco Lucci del Laborincolo) la quale segue il suo Babbo Natale e… Ma non raccontiamo la storia: basti sapere che i due interpreti, Enrico Marconi e Valentina Grigò, ben diretti da Simone Guerro che ne è anche coautore con Aniello Nigro, tra racconti, dialoghi, musica e canti conquistano gli spettatori piccoli e grandi.

 

 

NEMICI – Panedentiteatro di Perugia

Parlare delle guerre non è mai facile: si può correre il rischio di dire banalità, di raccontare episodi più o meno eroici, di voler a tutti i costi ingigantire il problema (come se ce ne fosse bisogno!).  Qui c’è un soldato, solo, terribilmente solo, dentro una buca (una specie di trincea); di fronte a lui un’altra buca e un altro soldato, il nemico, la bestia… La solitudine, la ripetitività degli atti di ogni giorno, anche quello di sparare è un gesto ripetitivo, il lento passare del tempo. Anche questa è la guerra, difficile, faticosa, angosciosa, nell’isolamento! Ma chi è il nemico? Chi è la Bestia? Il soldato che vediamo o l’altro? O nessuno dei due? O entrambi? Questa è la guerra!

Con le ottime qualità interpretative di Enrico De Meo e la misura di Benedetta Rocchi, lo spettacolo si dirama fino a un atteso (o forse no) finale.

 

BIANCA E L’OLIMP(IC)O – Ruota Libera/comp. Fi_br_a di Roma e Teramo

Spiace dirlo, ma davvero nulla da salvare: né il tema, né la scenografia, né i costumi, né la drammaturgia, né le interpretazioni… La domanda sorge spontanea: PERCHÉ?

 

LE AVVENTURE DI GIUFÀ – Rinoceronte Teatro di Perugia

I racconti di Giufà sono sempre molto divertenti e piacevoli da scoprire. Nello specifico Gianluca Ladecola, il narratore, e Lorenzo Capolsini, il musicista, cercano di far arrivare al cuore del pubblico alcune storie ma, e c’è un ma, torniamo alla premessa iniziale: la regia. Gianluca, seduto sul suo sgabello, è troppo inchiodato sia nei movimenti sia col pensiero; non arriva al pubblico se non con le parole, sempre troppo piatte e prive degli umori delle emozioni della voce. Anche qui un regista/maestro è indispensabile.

 

PINOCCHIO – Teatro Stabile d’Abruzzo/Fantacadabra di Aquila/Sulmona

Un libro pop up fa da scenografia: ogni pagina una diversa ambientazione delle avventure di Pinocchio. Lo spettacolo non è convincente, confuso nelle scelte della strada da seguire, in conflitto tra la tradizione e l’innovazione così da non arrivare al risultato sperato.

 

BALLATA D’AUTUNNO – Teatro nelle foglie di Genova/Barcellona

Uno spettacolo con scenografie ed effetti davvero straordinari. Fin da subito le bellissime immagini riempiono occhi e cuore, e l’aspettativa diventa enorme. Lo spettacolo, senza parole, diventa in alcuni punti troppo lento; ci si chiede “e adesso?” ma non succede nulla. Marta Finazzi fa l’acrobata, Nicolas Benincasa giocolerie e altro, eppure manca un vero collegamento, una drammaturgia che unisca i vari passaggi e che faccia del circo anche un momento di teatro. Comunque uno spettacolo di qualità, ricco di atmosfere surreali e suggestive che va premiato.

 

VIA CHARLES PERRAULT – Compagnia Giancarlo Vulpes di Perugia

Dal titolo avevo creduto di assistere ad un pout pourri di favole di Perrault, invece…

Spettacolo piccolo, senza alcun evento, a volte anche noioso.

 

 

LA GUERRA DEI BOTTONI – Tib Teatro di Belluno

Teatro, teatro puro. In scena tre giovani e bravi attori, Massimiliano Di Corato, Andrea Lopez Nunes e Caterina Pilon, i quali hanno saputo dar vita ai numerosi personaggi del romanzo di Pergaud. Ritmi, tempi, voci, gestualità in assoluto accordo hanno saputo regalare un’ora di vero teatro.

 

UN AMICO ACCANTO – Compagnia Teatrale Mattioli di Monza-Brianza

L’importanza di avere un amico vero, anche per un draghetto, forse si scontra con una drammaturgia piuttosto labile e la scelta di far interpretare il piccolo drago, solo al mondo, ad una signora non giovanissima forse non è stata la più indovinata nonostante l’impegno delle due interpreti.

 

 

 

 

 

IL PRINCIPE E IL POVERO – Granteatrino di Bari

Una storia, quella del principe e il povero, di per sé affascinante; e farsi aiutare da dei burattini è certamente indovinato. Nello specifico sarebbe necessaria una scenografia meno amatoriale, e una maggior misura nelle interpretazioni del presentatore, troppo spesso oltre le righe.

 

FARÀ DI TE UN SOL BOCCONE – Gruppo e-Motion di Cagliari/L’Aquila

Quattro danzatori sardi, accompagnati dal vivo dagli allievi del conservatorio dell’Aquila, si sono esibiti in un lavoro particolare coinvolgendo anche alcuni bambini del pubblico.

 

PUNTO E PUNTA – Proscenio Teatro di Fermo

Un punto nero vive, solitario, in uno spazio bianco finché non incontra una punta… e dà li c’è un moltiplicarsi di punti che, uniti, diventa linee, cerchi e forme di ogni tipo. Ma sempre tutto in bianco e nero; sarà l’arcobaleno che farà venire il desiderio di cercare quei colori che il despota Nerone tiene prigionieri. Comincia così la battaglia tra gli eserciti dei “buoni” e dei “cattivi”: quando vincono la battaglia i buoni è giorno, quando vincono i cattivi è notte e così la cosa continua e continuerà fino dalla notte dei tempi. Diversi anni fa ho assistito allo spettacolo, testo e regia di Marco Renzi, che, a quel tempo, si intitolava Storia di un Punto. Allora era stato qualcosa di innovativo, con tecniche quasi mai usate in teatro; ora il Renzi ha ripreso lo spettacolo con nuovi interpreti ma sostanzialmente come prima. I due nuovi attori hanno lo sprint dei giovani e quindi reggono senza problemi alla resa dello spettacolo che rimane piacevole, pur senza lo stupore di quando era nato.

 

MAGO PER SVAGO – L’Abile Teatro di Ancina

Puro divertissement… e non è un fatto negativo!

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