Maggio all’Infanzia 2016 – RECENSIONI di Renata Rebeschini

LA REGINA TATÙ
Teatri di Bari/Teatro Abelliano
Una fiaba popolare pugliese che ricorda la Bisbetica domata di Shakespeare… il quale si starà ancora rivoltando nella tomba.
Meglio non perdere tempo in commenti e sconsigliare vivamente lo spettacolo.

ALICE NEL LIBRO DELLE MERAVIGLIE
Compagnia del sole
L’unica meraviglia è stata vedere uno spettacolo così scadente in una vetrina di teatro ragazzi. Peccato.

ONDINA LA SIRENA BAMBINA
Animalenta
Ondina, la sirena bambina, cerca tra gli umani un’anima… ma più che cercarla l’ha tolta ai poveri spettatori. No: uno spettacolo raffazzonato, traballante, inutile che non va, che non c’è e che sarebbe bene non ci fosse del tutto.

ERA IERI
Teatro delle Briciole
Il ritrovamento di un osso da parte di due ricercatori sarà l’avvio per un racconto sui dinosauri, entrando nel loro era e nelle loro storie. Animali molto amati dai bambini, i dinosauri, grandi o piccoli, continuano a incuriosire. Misurati i due attori, Simone Evengelisti e Beatrice Bertaffini che ne è anche la regista e coautrice.

1-2-3 CRISI (ovvero la crisi salvata dai ragazzi)
Teatro Biondo/Babel Crew
Alexis è un adolescente che si trova a dover fare delle scelte molto più grandi di lui. A farlo pendere per una o per l’altra decisione saranno gli stessi spettatori, coinvolti dall’attore/narratore nei vari passaggi 1-2-3.
Bravi e credibili i due attori Sergio Beercock e Giuseppe Provinzano che ne cura anche testo e regia.

CAINO E ABELE primo studio
Compagnia Rodisio
Uno spettacolo di Teatro danza, o, meglio, di Danza  teatro, in quanto lo spettacolo vede in scena due ballerini ad interpretare i personaggi dei due famosi fratelli: Caino e Abele, in un intreccio di valore simbolico e attuale. Immagini video nel fondo segnano i passaggi della storia che i due “raccontano” con la danza hip hop, una danza di strada che porta immediatamente il pensiero ai giovani, pieni di energie che vogliono esprimere con il corpo e con le intenzioni. Spettacolo muto ma non per questo silenzioso! Musica, suoni, atteggiamenti permettono di seguire con chiarezza l’intera vicenda. Particolarmente adatta agli amanti della danza.

LA REGINA DELLE NEVI
Armamaxa Teatro
La famosa favola di Andersen racconta, nella rivisitazione del regista Enrico Messina,  della dolcissima amicizia tra due bambini: Gerda e Kay. Quando Kay, il caro compagno di giochi, viene irretito dal fascino della Regina delle nevi e finisce nel gelido mondo della regina, Gerda si mette in cammino per cercarlo e riportarlo con sé. Come sappiamo, la piccola dovrà affrontare prove, incontrerà strani personaggi, sarà disponibile a sacrifici pur di ritrovare l’amico e, ovviamente, ci riuscirà.
Un’altalena, una grande cornice bianca che funge da specchio: ecco la scena bella e seducente.
Lo spettacolo, forse ancora non del tutto pronto, pur se curato e interpretato con bravura da Giuseppe Ciriciello e Deianira Dragone, ha dei passaggi lenti, spesso ripetitivi (a volte troppa altalena), mentre il finale sembra troppo frettoloso. Suggestiva la nevicata che riempie il palcoscenico di petali bianchi e ricche le atmosfere create dalle musiche dei Led Zeppelin.

OPERASTRACCI
Teatro Koreja
Bella l’idea dell’uso di teli bianchi con i quali creare effetti, oggetti e personaggi. Un ottimo suggerimento per i ragazzi durante i loro giochi: d’altra parte a tutti è capitato di giocare con gli stracci che si trovano in casa. Nelle note della compagnia vediamo che per creare una sola delle marionette di stracci (che nascono a vista dall’abilità degli attori) sono necessari 30 metri di stoffa!
Uno spettacolo senza parole per raccontare una storia di legami, di affetti, di vita, di distacco accompagnati dalle musiche di famose opere liriche che creano atmosfere, emozioni, magie.
In fondo un inno alla vita, realizzato dal Teatro Koreja con la sempre precisione, fantasia e professionalità.

UN RACCONTO DI PERIFERIA. RAGAZZI DI VIA PAL
Crest
Il famoso racconto di Molnar viene trasferito nella realtà della periferia di Taranto, tra degrado e sogni, con le due bande contrapposte, come in via Pal. Il fatto è che a cent’anni di distanza dal romanzo di Molnar il mondo è assai cambiato, nel bene e purtroppo nel male, e la necessità di spazi per ritrovarsi e stare insieme non solo sono scomparsi ma sono diventati “spazi virtuali” in tutti i sensi. Penso ad una canzone di Guccini che dice: E il vecchio diceva, guardando lontano: “Immagina questo coperto di grano, immagina i frutti e immagina i fiori e pensa alle voci e pensa ai colori e in questa pianura, fin dove si perde, crescevano gli alberi e tutto era verde, cadeva la pioggia, segnavano i soli il ritmo dell’ uomo e delle stagioni.” Il bimbo ristette, lo sguardo era triste, e gli occhi guardavano cose mai viste e poi disse al vecchio con voce sognante: “Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!
Ecco, lo spettacolo mi ha un po’ ricordato questo: spazi che non ci sono più, sogni che non ci sono più, veri amici che non ci sono più…
In scena quattro attori, bravi pur nella parte di ragazzini (difficile essere sempre credibili) e un video, quinto attore dello spettacolo, bello nella sua descrizione dei luoghi ma forse troppo presente, quasi fosse un documentario all’interno della scena teatrale.

Ultimo, ma certo non ultimo, il bellissimo:

AHIA!
Teatri di Bari/progetto Senza Piume Teatro
Siamo in un limbo in cui le anime sono in attesa di nascere; anime di balene, di elefanti e di essere umani. E tutti non vedono l’ora di entrare nella vita, di scoprirne i segreti, le prove, le gioie… tutti? A dire il vero c’è qualcuno che non ne vuol sapere di nascere e in pratica ha passato “tutta la vita” in quell’oasi di pace e di attesa: si tratta di una bambina, no, di una donna… insomma di una anziana che di venire al mondo non ne vuol proprio sapere. Perché affrontare i dolori, le paure, le difficoltà, le delusioni? Molto meglio restare nel calduccio del suo lettino… ma con quel Topo impiegato dell’Ufficio Anagrafe proprio non ne vuol sapere di lasciarla tranquilla, lui deve obbedire al Direttore Supremo che non ne vuol sapere di anime in sciopero. Gli escamotage che il povero Topo inventa per convincerla che la sua futura vita sarà bellissima, felice e senza nessun “ahia” sono assolutamente esilaranti.

Uno spettacolo emozionante, intelligente, pieno di sensibilità, fantasioso e divertentissimo come poche volte capita. Questo grazie, oltre alla scrittura e all’ottima regia di Damiano Nirchio, anche ai due bravissimi interpreti: una Lucia Zotti perfetta in ogni momento e un Raffaele Scarimboli, che ha dato vita al Topo con la straordinaria capacità che da sempre dimostra: nessun stupore se con il Topo si vorrebbe parlare, discutere, ridere fino alle lacrime…

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