GIOCATEATRO 2016 – Torino

GIOCATEATRO 2016 – Torino
Nell’anno dell’anniversario dei primi dieci anni della Casa Teatro Ragazzi e giovani, ecco alcuni degli spettacoli proposti dalla vetrina torinese.
( di Renata Rebeschini)

Compagnia Genovese-Beltramo GAME OVER

È una specie di videogioco teatrale che due genitori, guidati dalla voce della figlia, eseguono, con ritmi a volte frenetici, i vari passaggi della giornata e della vita. Chissà se, ripercorrendo situazioni passate, essi riusciranno a ritrovare emozioni e ricordi. Servirà per ristabilire un rapporto tra genitori e figli? Un modo da parte dei genitori di guardarsi dentro e riscoprire come confrontarsi con i propri figli e la loro crescita? Uno spettacolo per i più grandi, anzi, forse, ancora meglio, per molti genitori!

Compagnia Claudio e Consuelo  ROCLÒ- IL CIRCO DEGLI OGGETTI ABBANDONATI

Roclò in piemontese vuol dire spazzatura. E, infatti, nella scena ne vediamo molta, come in una discarica: oggetti dei più disparati che, nelle mani di due strani personaggi, tornano a vivere. Avete mai suonato con una sega? Loro lo fanno! Avete mai visto fare giocoleria con una scopa? Loro lo fanno! E un concerto con scatole e scatoloni? Loro lo fanno. E suonato con un archetto su una tavola con chiodi? Loro lo fanno! Avete mai costruito “burattini” con ombrelli? Loro lo fanno! E, alla fine, la sorpresa! Saremo ancora in una discarica o…? Uno spettacolo leggero, allegro e sognante, in cui il ritmo dei testi e delle musiche si intreccia e sostiene giocolerie, comicità e abilità.

Compagnia Eleonora Frida Mino IL MAESTRO

Da anni vediamo la crescita artistica di questa brava attrice piemontese che, con modestia e lavoro, continua il suo percorso sul tema del teatro civile. Dopo moltissime repliche in tutta Italia del suo spettacolo sulla figura di Giovanni Falcone, questa volta il tiro dalla mafia passa alla camorra con lo spettacolo “Maestro”, un racconto ambientato nel mondo dello sport, anzi nel modo di Judo di Gianni Maddaloni, gran maestro di arti marziali nel difficile quartiere napoletano di Scampia.  La storia è quella del giovane Filippo, figlio di camorrista e predestinato ad una vita di illegalità, che incrocia Ginevra, maestra di judo e cintura nera nello Star Judo Club di Scampia. E forse…

 Compagnia Dottor Bostik L’AIDA È SERVITA

Teatro d’attore?.. teatro di figura?.. melodramma?.. una farsa?… Un’Aida dove la scena vive grazie ai personaggi creati a tavola e fatti con piatti, posate, pentole, coperchi, cavatappi ecc.
I due cantanti lirici (un soprano e un basso) si alternano nei ruoli dei vari personaggi dando voce alla storia d’amore di Radames, Aida, Amneris e dei relativi padri, tutti oggetti che il padrone di casa realizza sulla tavola da pranzo, servita dall’impeccabile maggiordomo.
Il tono umoristico rende curiosa la messa in scena che vede un finale non più tragico ma quello in cui l’amore trionfa felicemente.

 Compagnia Stilema Uno teatro I BRUTTI ANATROCCOLI

Dismorfofobia, così si chiama la patologia di chi non accetta il proprio aspetto, qualunque esso sia. Ecco, allora che abbiamo ragazzine che per il compleanno chiedono in regalo “un seno nuovo” piuttosto che le labbra a canotto, glutei sporgenti, ecc, e giovanotti che vogliono pettorali scolpiti e a loro ormai si uniscono uomini e donne, anche non più giovani, alla continua ricerca della “bellezza” fasulla di un’illusione eterna.
Cosa c’entra tutto questo con il brutto anatroccolo di Andersen? Anche il suo anatroccolo, per non essere emarginato, cercava l’accettazione con la bellezza che gli altri pretendevano e solo alla fine scopre di essere bello, un cigno, non un brutto anatroccolo.
Ma tutti siamo cigni, se lo vogliamo, è quello che, in fondo, ci dice Silvano Antonelli con il suo poetico e in fondo attualissimo spettacolo. La diversità è un valore in più, è essere unici, originali, veri. Mamma-uovo, nel centro della scena, sforna, uno alla volta, i componenti della sua nidiata, tutti con le proprie caratteristiche: c’è chi ha la vista corta, chi ha bisogno della sedia a rotelle, chi è più o meno “abbronzato”, chi impara in fretta, chi ha bisogno di maggiori attenzioni, chi è giocoso, simpatico, chi timido, introverso, sensibile… insomma tutti meravigliosamente diversi.
E li vediamo sparsi per il palcoscenico su trespoli che Silvano sposta, con i quali gioca e racconta. Una bella sorpresa che permette a noi di volare!

 Santibriganti Teatro AHI!AHIA! PIRATI IN CORSIA

La compagnia, ancora una volta, ha scelto un tema emotivamente forte che ha saputo sdrammatizzare con intelligenza, sensibilità, gioco. Si parla di malattie, e malattie gravi che colpiscono anche i bambini! Eppure se in ospedale troviamo un infermiere come Camillo, che gioca con la piccola Nina scherzando su punture, letti con le ruote, sul dolore, sulle paure e sulle guarigioni, miracolo anche dell’amicizia e della volontà. La famosa storia di Stevenson, L’isola del tesoro, diventa il gioco tra Nina-Jim e Camillo-Long John Silver, in una battaglia contro il male che riusciranno a sconfiggere. E la sorpresa finale ci fa capire che non bisogna mai perdere la speranza che possiamo sempre alimentare lavorando insieme, uniti e con amicizia. Bravi i due attori, sempre credibili in ogni passaggio della storia.

 Onda Teatro BICICLETTE CON LE ALI – In volo con i fratelli Wright

Una bicicletta e due bombette, una per fratello, sono quanto serve a Silvia Elena Montagnini per raccontare con grande efficacia la storia, il sogno di volare dei fratelli Wright. Lo sguardo è dall’interno, dalle difficoltà di fare accettare le nuove idee in famiglia, le speranze, le delusioni, la forza delle proprie convinzione e la vittoria finale. Un racconto scritto con linearità e chiarezza, che mette a proprio agio lo spettatore il quale riesce a seguire perfettamente ogni passaggio (anche tecnico); una storia che riesce a coinvolgere ed appassionare lo spettatore anche grazie alla bravura della Montagnini, che caratterizza con precisione i vari personaggi del racconto. Le ali alla bicicletta, le ali ad un sogno, le ali alla fantasia, le ali all’immaginazione: un inno alla volontà di provare e di continuare con forza a ricercare ciò in cui si crede “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza…”

 Fondazione TRG onlus PARACADUTE/PARACHUTE 

Una produzione per festeggiare i primi 10 anni della Casa del Teatro e del maestro italo francese Nino D’Introna, che ne cura la regia. Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci, storici attori del TRG, hanno giocato con atmosfere e suggestioni per raccontare il ciclo della vita di due fratelli, dalla nascita al rapporto con i genitori, dalle vacanze, al lavoro e all’amore. Non uno spettacolo propriamente per ragazzi, forse più per adolescenti e adulti, anche perché, al di là degli effetti scenici fatti con teli e luci, non sempre il racconto è chiaro e fluido pur la capacità degli attori di delineare bene i caratteri dei personaggi e le loro emozioni, come l’amore per la madre e il rapporto più complicato con un padre che se ne va per formare un’altra famiglia.

 Oltre Il Ponte Teatro AGATA E IL SUO PICCOLO MOSTRO

Agata è una bambina viziata, anzi super viziata, che comanda tutti a bacchetta e alla quale i genitori non si sanno mai opporre. Ma arriva il momento di confrontarsi con gli altri, di andare a scuola, di incontrare altri bambini, maestre e nessuno con l’intenzione di essere succubi delle sue pretese. Difficile starle vicino da parte di tutti, ma ancora più difficile per Agata vivere solo con il suo “piccolo mostro”. Quando finalmente lo chiuderà nel cassetto, la piccola capirà quanto sia più bella la vita condivisa gioiosamente con gli altri. Fabiana Ricca, nata come interprete di Teatro-Danza, in questo spettacolo diventa narratrice e burattinaia, come già sperimentato con Beppe Rizzo nella bellissima Gatta Cenerentola. Lo spettacolo, praticamente al suo debutto, non è ancora ben rodato ma ha già i semi per far crescere un altro lavoro interessante e piacevole.

Coltelleria Einstein IL SEGRETO DI DEDALO

Il mito è un tema sempre affascinante, peccato che la narrazione, al suo debutto, fosse ancora balbettante: Giorgio Bocassi, narratore, inciampava su metà delle parole, ogni tanto confondendo addirittura i nomi dei personaggi… nessun momento di emozione e suggestione… peccato!

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